PROGETTO SPERIMENTALE INTEGRATO PER LA PRESA IN CARICO PSICO-EDUCATIVA COORDINATA E CONTINUATIVA DI BAMBINI E ADOLESCENTI AFFETTI DA AUTISMO
Approvato con delibera Regione
Lombardia n° VII/495 del 14 luglio 2000 ai sensi della legge 21 maggio
1998 n° 162 e del relativo documento di attuazione del 6 agosto 1998 “,
finalizzato all’integrazione sociale e al miglioramento della qualità di
vita.
Documento revisionato sulla base del finanziamento stanziato dalla
presidenza del Consiglio dei Ministri in riferimento alla legge 162/98 – esercizio finanziario 2000, con un contributo di Lit. 110.000.000
(15/03/2001)
Ente promotore: Associazione Nazionale Autismo Italia-onlus
Sede
legale: via Pinaroli, 3 - 20135 Milano.
PRESUPPOSTI DEL PROGETTO
Questo progetto si basa :
- sulle linee guida per la presa in carico
delle persone affette da autismo espresse nel documento regionale “Iniziativa sperimentale Progetto Sindrome Autistica” ai sensi della
D.C.R. V/1329 del 30/1/95 della Regione Lombardia;
- sulla necessità di
una presa in carico coordinata e continuativa delle persone con autismo in
ogni fascia di età evidenziata dall’Osservatorio Autismo della regione
Lombardia;
- sulle esigenze formative di genitori e professionisti
evidenziate dalle numerose domande di partecipazione ai corsi di
formazione organizzati dal progetto “New Focus on Autism” promosso
dall’associazione Angsa Lombardia nell’ambito delle iniziative comunitarie
per l’occupazione “Horizon” 1997;
- sulle esperienze positive di un
trattamento psico-educativo generalizzato in ogni ambito di vita
realizzate da reti di servizi o in corso di sperimentazioni in Italia, in
particolare nella regione Piemonte (progetto regionale dell’ASL 16 di
Mondovì-Ceva “Il bambino che scende dalla Luna”) e a Rimini
(collaborazione fra Servizio di Neuropsichiatria Infantile, Comune e
centro educativo Italo-Svizzero);
- sui risultati preliminari di una
indagine condotta dalla regione Piemonte attraverso un questionario atto
ad individuare i bisogni degli utenti (progetto regionale ALI);
- sui
risultati positivi di una presa in carico psico-educativa coordinata e
continuativa realizzata in paesi europei ed extraeuropei su intere
popolazioni (Division TEACCH di Schopler, USA; servizi della NAS - National Autistic Society, Inghilterra, servizi per l’autismo
dell’associazione Gautena, S. Sebastian, Spagna).
DESTINATARI
Operatori socio-sanitari, insegnanti, operatori
OBIETTIVI
Questo progetto ha l’obiettivo di:
- valorizzare il ruolo educativo
dei genitori in qualità di partners nella rete di operatori implicati
nell’educazione e nell’inserimento scolastico e sociale del bambino.
- realizzare un percorso comune a tutti gli operatori coinvolti di
formazione e training specifico.
- realizzare un coordinamento e una
sinergia d’interventi educativi a casa, a scuola e in ogni altro ambito di
vita.
Nella prima fase del progetto verrà realizzato un percorso formativo
comune per tutti gli operatori coinvolti allo scopo di sviluppare e
generalizzare programmi educativi per bambini autistici nelle seguenti
aree:
- Comunicazione: insegnamento di strategie di comunicazione
aumentativa (attraverso oggetti, immagini, parole scritte, ecc.) sulla
base di una valutazione individuale formale del livello di sviluppo nel
campo della cognizione verbale (area cognitiva verbale del PEP-R), e
valutazioni informali del linguaggio e delle altre forme di comunicazione
espressiva spontanea presenti.
- Attività sociali: insegnamento
graduale, sulla base di una valutazione individuale informale dei livelli
di sviluppo delle abilità sociali, delle competenze sociali che porteranno
il bambino ad apprezzare le relazioni con le altre persone.
Si inizia a
verificare e a lavorare gradualmente e nel rispetto delle difficoltà
individuali sull’accettazione della prossimità e del contatto con le altre
persone, e successivamente si insegna a svolgere attività in parallelo, ad
attendere il proprio turno e a partecipare a giochi sociali
strutturati.
- Autonomia personale: indispensabile l’insegnamento delle
autonomie personali (pulizia personale e uso della toilette, uso delle
posate e comportamento a tavola, vestirsi e svestirsi) attraverso la
scomposizione del compito, l’identificazione delle difficoltà individuali
specifiche del compito, il lavoro individuale strutturato sulle tappe non
riuscite, e la generalizzazione delle acquisizioni.
- Attività di
tempo libero: si inizia ad insegnare un ritmo della giornata
(lavoro-riposo), e ad associare determinate attività con determinati
luoghi. S
valutano poi le abilità del bambino in attività di svago
individuali (colorare, puzzle, musica, videocassette o televisione,
sfogliare o leggere libri ecc; ) e più socializzanti (giochi di società
strutturati: carte, giochi di gruppo, palla) e si lavora sulla durata
dell’attenzione e sulle competenze necessarie ad apprezzare l’attività come divertimento.
E’ importante cominciare ad interessare il bambino
alle attività sportive, sia in attività singole che, se il livello di
sviluppo sociale lo consente , di gruppo, dato il benefico effetto che
l’attività fisica sembra avere sugli indicatori dello stress.
- Attività domestiche: si valutano le capacità del bambino nell’attenersi
alle routines domestiche e i compiti domestici alla sua portata (ad es.,
apparecchiare la tavola); attraverso la scomposizione del compito, si
identificano le difficoltà specifiche e si lavora sulle tappe non riuscite
e sulla comprensione di una agenda di lavoro che descrive attraverso una
sequenza di simboli alla portata della comprensione individuale, la
successione dei gesti necessari ad eseguire un intero compito in modo
autonomo.
L’insegnamento viene svolto inizialmente in ambiente protetto e
strutturato e successivamente generalizzato in altri contesti, fra cui
l’ambiente domestico.
Si porrà inoltre l’accento sull’acquisizione del
comportamento di lavoro, attraverso sedute di lavoro autonomo, durante le
quali il bambino eseguirà senza alcun aiuto i compiti che ha acquisito
durante le sedute di lavoro individuale.
Nei bambini che frequentano la scuola media, il training nelle attività sociali, sportive e di tempo libero e i prerequisiti alla formazione
professionale dovrebbe essere, in una fase successiva del progetto
intensificato ed esercitato anche al di fuori del tempo scuola, presso
centri sportivi o educativi gestiti da cooperative sociali o altri enti
privati.
RISULTATI ATTESI
- l’acquisizione di competenze comuni da parte degli operatori
socio-sanitari e scolastici e dei familiari necessarie a realizzare un
modello di presa in carico globale coerente, continuativa e coordinata dei
bambini con autismo da parte dei servizi di neuropsichiatria infantile
attraverso figure professionali competenti e formate;
- L’inserimento
armonioso e proficuo del bambino nel contesto sociale e nella scuola nei
limiti delle sue possibilità;
- L’acquisizione di conoscenze da parte
della famiglia che le consentano di superare i sensi di colpa e di
migliorare i rapporti familiari e con il bambino;
- L’acquisizione di
competenze da parte della famiglia che le consentano di riappropriarsi del
proprio ruolo educativo e di superare il senso di inadeguatezza;
- Il
miglioramento della qualità di vita della famiglia;
- Il miglioramento
dell’immagine del bambino autistico grave come persona educabile;
- Il
miglioramento soggettivo della qualità di vita del bambino (maggiore
serenità) attraverso:
- il miglioramento dei problemi di
comportamento
- il miglioramento dell’autostima del bambino attraverso
il successo in compiti adeguati all’età di
sviluppo e alle
predisposizioni individuali;
- Il miglioramento oggettivo della sua
qualità di vita (maggiore competenza) attraverso:
- Il miglioramento
delle prestazioni nelle aree di sviluppo ( imitazione, percezione,
motricità
globale, motricità fine, coordinamento occhio-mano,
prestazioni cognitive, abilità cognitive)
- Il miglioramento
dell’autonomia personale
- Il miglioramento delle capacità comunicative
- La preparazione ad una vita adulta indipendente nei
limiti delle possibilità individuali
NUMERO DI PERSONE CUI E’ RIVOLTO IL PROGETTO
Il progetto di formazione coinvolgerà 50 operatori socio-sanitari,
educatori ed insegnanti di 4 provincie lombarde ( Milano, Lecco, Brescia,
Sondrio).
STRATEGIE DI INTERVENTO
Le strategie dell’intervento psico-educativo di tipo cognitivo -
comportamentale si rifanno ad esperienze condotte con successo in altri
paesi europei ed extra europei (programmi della Division Teacch della
Carolina del Nord e della NAS , Inghilterra) e a progetti sperimentali
avviati in alte regioni italiane.
Nella 1° fase del progetto verrà
realizzato un percorso formativo comune, attraverso corsi di formazione
teorica e pratica degli operatori coinvolti nell’inserimento sociale e
scolastico del bambino, compresi i genitori. La formazione verterà
sull’insegnamento teorico e pratico delle strategie di intervento
specifiche coerenti con le conoscenze attuali sull’autismo accettate a
livello internazionale, e sarà affidata a professionisti di fama
internazionale (Opleidingscentrum Autisme), secondo il seguente programma:
- corso teorico di due giorni per professionisti e genitori;
- 2
stage di 5 giorni di applicazione pratica di strategie di intervento: 5
formatori/25 partecipanti x 2
Collaboreranno al progetto:
- Servizi di NPI di Milano (Osp. S.
Paolo), S. Giuliano Milanese, Lecco, Brescia, Sondrio;
- Scuole materne,
elementari e medie della Lombardia;
- Fondazione istituto Sacra Famiglia,
sulla base di
un protocollo d’intesa fra il servizio di NPI, la scuola e l’associazione
delle famiglie;
- Rotary Clubs Milano
CONTENUTI DEL PROGETTO DI FORMAZIONE
Organizzazione della formazione: Associazione Autismo Italia-onlus
A – Seminario Internazionale di apertura e sensibilizzazione
Titolo: Qualità di vita e qualità dei servizi nell’autismo
Data: 6 Giugno 2001
Sede: Aula Magna Università degli Studi di
Milano, via Festa del Perdono
Interverranno:
Prof. Helmut Remschmidt, presidente IACAPAP (Associazione
Internazionale degli Psichiatri dell’infanzia e dell’adolescenza e
professioni correlate)
Direttore Dipartimento di NPI, Marburg,
Germania
Prof. Ernesto Caffo, vicepresidente IACAPAP, cattedra di NPI,
Università di Modena
Prof. Theo Peeters, neurolinguista, direttore
Opleidingscentrum Autisme, Anversa
Dr. Giovanni De Girolamo, Istituto
Superiore di Sanità
Prof. Franco Nardocci, docente di NPI, Università di Modena, UONPIA AUSL Rimini
Prof. Paolo Moderato, docente di
psicologia, Università di Parma
Prof. Roberto Militerni, cattedra di
NPI, Università di Napoli
Dott.Maurizio Arduino ASL 16 Mondovì -
Ceva
Dott. Lucio Moderato, direttore Servizi Extramurari Istituto Sacra
Famiglia, Milano
Dott. Nardo Nardocci, neuropediatra, Istituto
scientifico “Carlo Besta”, Milano
Dott. Carlo Lenti, NPI Ospedale
S.Paolo
Dott. Guido Ditta, dirigente medico Dipart. Prevenzione,
Ministero della Sanità
Rappresentanti dell’OMS e delle Istituzioni pubbliche locali
B- Corsi di Formazione
Sede dei corsi: Fondazione Istituto Sacra Famiglia, Cesano Boscone (
Mi)
Scuola di Lecco (da individuare)
Relatori: Prof. Theo Peeters, direttore Opleindigscentrum Autisme,
Anversa
Formatori dell’Opleidingscentrum Autisme, Anversa
- Corso teorico: Dalla comprensione teorica al progetto
educativo:
Durata del corso: 16 ore.
Destinatari del corso:
operatori socio-sanitari, personale insegnante ed educativo, dirigenti di
servizi, familiari
- Corso pratico per genitori e professionisti (fine settimana) (Milano
- Brescia):
Durata del corso: 16 ore
/2 formatori
Destinatari del corso:
max 30 partecipanti (genitori,
fratelli, educatori, insegnanti)
- Corso pratico per genitori e professionisti (fine settimana) (Lecco
- Sondrio):
Durata del corso: 16 ore /2 formatori
Destinatari del corso: max 30 partecipanti (genitori, fratelli, educatori, insegnanti)
- Stage pratico (Milano-S.Giuliano-Brescia):
Durata del corso: 40 ore / 5 formatori
Destinatari del corso: 25 utenti (operatori socio-sanitari educatori, insegnanti)
- Stage
pratico (Lecco-Sondrio):
Durata del corso: 40 ore / 5 formatori
Destinatari del corso: 25 utenti (operatori socio-sanitari educatori, insegnanti)